L’architettura coloniale brasiliana s’ispira a quella portoghese, con le modifiche e gli adattamenti suggeriti dal clima tropicale. Gli esempi giunti sino ad oggi di questo stile affascinante sono rappresentati dalle chiese e dai monasteri delle città più antiche, e specialmente di Ouro Preto, la prima capitale della provincia di Minas Gerais. La città, restaurata in maniera accuratissima e protetta come parte del patrimonio artistico del Brasile, è inserita oggi nell´elenco del Patrimonio storico culturale dell’Unesco.
Dalla seconda metà del secolo scorso sino all’inizio dell’attuale, gli architetti brasiliani sono stati fortemente influenzati dalla tradizione francese. Da quel momento in poi, pur senza perdere i contatti con i grandi innovatori stranieri, come Le Corbusier in Francia e Frank Lloyd Wright negli Stati Uniti, gli architetti brasiliani hanno elaborato un proprio stile, tanto che oggi l’architettura è considerata a livello internazionale come la più caratteristica espressione artistica dei Brasile. Le dimensioni ed il ritmo dell’espansione urbana, nel corso degli ultimi trent’anni, hanno offerto la possibilità di conciliare le esigenze funzionali e sociali con quelle artistiche.
Il risultato di questo sviluppo si è tradotto non solo nella costruzione di eleganti edifici ma anche nella nascita dì intere periferie e persino di città completamente nuove. Esempi significativi della moderna architettura brasiliana, dai suoi inizi negli anni ‘40, sono il terminal passeggeri dell’Aeroporto Santos Dumont ed il Ministero dell’Educazione, ambedue a Rio de Janeiro; il complesso di appartamenti a basso costo di Pedregulho, fuori Rio, ad opera di Affonso Reidy; il Museo d’Arte Moderna a San Paolo e la Chiesa di Pampulha a Belo Horizonte, disegnata da Oscar Niemeyer. Tra i successivi prodotti della moderna architettura brasiliana va ricordato il famoso Museo d’Arte Moderna di Reidy, completato a Rio negli anni ‘50. Naturalmente, il più famoso esempio di architettura moderna brasiliana è costituito dalla capitale, Brasília, dove si è dato libero sfogo all’immaginazione.
Il piano della città, concepito da Lúcio Costa, e la progettazione dei principali edifici pubblici, ad opera dell’architetto Oscar Niemeyer, sono diventati delle pietre miliari per quanto riguarda l’architettura su vasta scala. Tra le opere di Niemeyer degne di particolare nota sono il Palácio Itamaraty, sede del Ministero degli Affari Esteri del Brasile, con i suoi altissimi archi in cemento ed i giardini d’acqua, e la Cattedrale di Brasília, considerata da molti il risultato più significativo di Niemeyer, con le sue dita di cemento che si protendono verso il cielo in un atteggiamento di preghiera. Niemeyer ha anche fatto parte del gruppo di architetti che ha progettato il Palazzo delle Nazioni Unite a New York e la sede del Partito comunista a Parigi.
Ma i nuovi edifici da soli non bastano a creare un ambiente urbano armonico e piacevole. Per questo, insieme alle nuove e coraggiose idee in architettura, si è andata affermando una scuola di architetti del paesaggio, guidata da Roberto Burle Marx, con l’intento di affiancare alle strutture in vetro e cemento le verdi geometrie dei parchi e dei giardini. Grazie ai suoi numerosi lavori in molte città brasiliane, Burle Marx si è conquistato una fama internazionale ed oggi esempi della sua creatività possono essere ammirati in giardini e parchi, tanto pubblici che privati, d’America e d’Europa.
SITI
Arquitetura e Design
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