A PortoAlegre si brinda all`Italia

Il 6 giugno una nave d’epoca è arrivata a Porto Alegre. L`evento si ripeterà tutti gli anni per ricordare gli italiani emigrati in Brasile tra fine 800 e 900 e per festeggiare la `Giornata del vino`.

Domenica 6 giugno una nave d’epoca è arrivata a Porto Alegre, capitale del Rio Grande do Sul, accolta da fuochi d’artificio. A bordo, la riproduzione dei sogni degli immigrati italiani che arrivarono in questo Stato 129 anni fa alla ricerca della prosperità. Dal 1875 al 1914 ottantamila italiani adottarono la nuova terra. Nei loro bagagli portarono molto più che semplici desideri: alla regione che li ospitava dettero in cambio lavoro, cultura e tradizioni. Si stabilirono nella regione montana, fondarono e popolarono città. 

Si moltiplicarono fino a raggiungere, all’inizio del XXI secolo, il numero di tre milioni di discendenti (su una popolazione totale di dieci milioni di abitanti). Molti ancora oggi continuano ad avere, nella loro parlata in portoghese, il solito accento degli avi. Persone che esibiscono con orgoglio, oltre al proprio cognome, la preservazione delle proprie origini. Fra queste la produzione di vino, attività che sarebbe divenuta una dei marchi identificativi del popolo del Rio Grande do Sul in tutto il resto del Brasile. Con questo significato a partire da quest`anno è stata istituita la “Giornata statale del vino” per rendere omaggio al famoso prodotto.

In questa immagine e nella seguente: emigrati italiani nel Sud del Brasile

In questa immagine e nella seguente: emigrati italiani nel Sud del Brasile

A Porto Alegre, alla messa in scena dello sbarco, sono susseguite rappresentazioni folcloristiche, scambi di bandiere dei due Paesi e un atto di carattere religioso con la benedizione del pane e del vino. E, non poteva essere diversamente, un grande brindisi che per una felice coincidenza cade proprio nell’anno in cui il Rio Grande do Sul registra il record di raccolta dell’uva di tutta la sua storia.

La stagione favorevole ha portato al risultato di 550 milioni di chili di uva, con una crescita del 44 per cento rispetto al raccolto dello scorso anno, secondo l’«Instituto brasileiro do vinho» (Ibravin). Di questa quantità, 445 milioni si trasformeranno in vino, generando così 300 milioni di litri. La coltivazione si concentra nelle città di montagna, la cosiddetta “Serra Gaúcha”, da cui deriva il 90 per cento di tutta la produzione brasiliana del settore. 

Se certamente i motivi della festa non sono mancati, altrettanto non sono mancati i luoghi. Perché nulla potesse ostacolare l’incontro con la tradizione, i ristoranti hanno venduto il prodotto a prezzi scontati. Chi ha visitato le città italo-gaúchas (come Bento Gonçalves, Farroupilha, Garibaldi, Caxias do Sul) è stato ricompensato: oltre allo splendido paesaggio di montagna, alberghi e locande hanno abbassato i prezzi. Le cantine vinicole hanno aperto le proprie porte ai turisti mentre nelle piazze affollate gli stessi hanno potuto degustare il vino direttamente dalle botti e partecipare alle numerose attività artistico-culturali.

Le commemorazioni della “Giornata del vino” avverranno sempre ogni prima domenica di giugno. Perlomeno sotto il profilo ufficiale, perché la famosa bevanda continuerà ad essere celebrata durante tutti i giorni dell’anno: sia grazie ad alcune ricerche che la mettono in relazione con la longevità degli abitanti di queste zone, sia attraverso gli studi per migliorare la qualità della produzione, sia per la sua presenza nei menu degli incontri di famiglie e amici. 
Unendo persone, così come fecero gli immigrati, e permettendo che due popoli così differenti nel passato siano rimasti fratelli fino ad oggi.

Un`osservazione: il Rio Grande do Sul ha un territorio di 281.748 chilometri quadrati, quasi quanto l’intera superficie italiana che ne conta 301.401. Così è possibile avere un’idea dell’immensità territoriale a cui andavano incontro gli immigrati italiani, in maggioranza veneti e lombardi.

Daniella Poli è giornalista di Rbs Tv (Tv Globo) di Porto Alegre

Traduzione di Alessandro David Andreini