Sono 1300 a Milano, 2mila a Roma e oltre 20mila in Italia. Grazie a una proposta di legge, presto i cittadini brasiliani potranno finalmente votare. Intanto parte una petizione per abbreviarne l`iter.
uanti sono i cittadini brasiliani residenti in Italia che potrebbero beneficiare della recente proposta di legge mirante a far riconoscere agli stranieri il diritto di voto? Nessuna, tra le istituzioni e le associazioni di stranieri in Italia che `Musibrasil` ha interpellato, è stata in grado di rispondere a questa domanda. Il Consolato del Brasile e il ministero degli Esteri asseriscono di non avere dati in proposito, mentre l`ufficio Statistica del comune di Milano afferma che all`anagrafe cittadina sono attualmente iscritti 1.373 cittadini di nazionalità brasiliana, e da dati ufficiosi risulterebbe che a Roma ve ne siano poco più di 2mila.
Secondo una stima empirica, ma che riteniamo essere vicina alla realtà, i brasiliani in Italia potrebbero essere circa 20mila. Anche se questo dato non può evidentemente tenere conto degli irregolari, che in ogni caso costituirebbero un numero irrisorio, data la modesta incidenza del fenomeno.
E la considerazione secondo cui il fenomeno della clandestinità riguardi principalmente cittadini di altre nazionalità. In ogni caso il diritto di voto agli stranieri è un problema di grande attualità, finora sempre accantonato dai governi che si sono avvicendati, e in un certo senso stupisce che sia stato proprio un partito della attuale maggioranza a occuparsene. Una proposta di legge che ha messo a dura prova la politica della maggioranza stessa, ma che l'opinione pubblica sembra apprezzare. Se è vero che gli stranieri residenti nella penisola hanno gli stessi doveri di noi italiani, è anche vero che dovrebbero avere gli stessi diritti. Di questo si è discusso il 1 dicembre alla Sala della Sagrestia della Camera dei Deputati, in occasione della presentazione da parte di "Stranieri in Italia" della petizione `Un milione di firme per il diritto di voto`. L`inizio della raccolta di firme è già iniziata in varie città d'Italia. Alla presentazione sono intervenuti i rappresentanti di più di 40 associazioni di immigrati, tutti disposti a dare il via all`iniziativa all'interno delle proprie strutture. Un problema annoso, quello del voto agli immigrati.
Già nel 1997 venne presentato in Parlamento il progetto di legge Turco-Napolitano sull`immigrazione, che prevedeva la partecipazione alle elezioni locali per gli stranieri con permesso di soggiorno come elettori e come candidati; nel 1998 la legge fu approvata, ma l`articolo riguardante il voto degli immigrati venne stralciato dal testo di legge definitivo. Problema irrisolto, quindi. Molti paesi d'Europa, invece, hanno già affrontato la questione - almeno in parte - mediante diverse formule.* Il diritto al voto nelle elezioni locali degli stranieri provenienti dai paesi dell`Unione Europea è contemplato dal Trattato di Maastricht e dal trattato di Amsterdam. In base alle disposizioni contenute nel Capitolo C della Convenzione di Strasburgo sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale del 1992, "ciascuna parte contraente si impegna ... a concedere il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni locali ad ogni residente straniero, a condizione che questi ... abbia risieduto legalmente ed abitualmente nello stato in questione nei cinque anni precedenti le elezioni" (cfr. art. 6, primo comma). L'Italia però, ratificando la Convenzione del 1992, ha espressamente escluso le disposizioni dell'intero Capitolo C (cfr. l'art. 1 della legge n. 203 del 1994).
Mentre in ambito politico si continua a discutere aspramente su questa proposta di legge, l'opinione pubblica sembra essere molto più aperta in questo senso: recenti sondaggi hanno dimostrato che circa il 70% della popolazione sarebbe favorevole all'estensione del voto agli straniero residenti in Italia. Si tratta del dato più alto in Europa in questo ambito, vicino solo alla Spagna. Quali siano, dunque, le mire e le aspettative politiche di Gianfranco Fini a seguito di questa "mossa" (causa di un vespaio di polemiche da parte dei suoi colleghi) è un fatto di poca rilevanza: ciò che conta è senza dubbio il valore che si acquisirebbe mediante un tale traguardo. In Italia vi sono oltre 1.250.000 stranieri legalmente residenti. A tutti loro è negato il diritto di voto per le elezioni amministrative, con la limitatissima eccezione di quelli provenienti da paesi membri dell`Unione Europea. Se è vero che gli stranieri in Italia hanno gli stessi doveri di noi italiani, è anche vero che dovrebbero avere i nostri stessi diritti.
Per sottoscrivere la petizione di accesso al voto:
http://form.stranieriinitalia.it/stranieriinitalia/forms/form_1.asp