Nuova tempesta sul leader della Iurd, terza maggiore chiesa brasiliana. Insieme a 9 collaboratori Edir Macedo č accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio.
a Igreja universal do reino de Deus (Iurd), maggiore chiesa brasiliana dopo quella cattolica e l'Assembleia de Deus, é di nuovo sotto inchiesta, e questa volta rischia grosso. Il "vescovo"Edir Bezerra Macedo – fondatore e leader della discussa setta neopentecostale, insieme a nove membri del proprio entourage, è infatti indagato dal pubblico ministero di San Paolo per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio: non solo avrebbero ingannato i fedeli intascando personalmente donazioni che dovevano essere destinate a scopi religiosi, ma si sarebbero resi responsabili di una frode fiscale di dimensioni colossali.

Edir Bezerra Macedo, fondatore e leader della Igreja universal do reino de Deus
La normativa brasiliana, dando attuazione al dettato costituzionale e basata sul presupposto che i patrimoni e i redditi delle istituzioni di culto non abbiano finalità lucrative ma siano impiegati per scopi religiosi, attribuisce a questi una sostanziale immunità tributaria. In questo caso la procura paolista è però riuscita a ricostruire il percorso di certe contribuzioni dei fedeli che il gruppo dirigente della Universal avrebbe utilizzato per l'acquisto di immobili, aerei e imprese di comunicazione, prima tra tutte Tv Record, la seconda emittente televisiva del Paese.
I pastori raccoglievano le donazioni sul presupposto di un loro impiego lecito, ossia per opere di carità e manutenzione degli edifici di culto, e le depositavano, attraverso imprese prestanome e sfruttando la citata esenzione fiscale, presso due società con sede nelle Isole Cayman e nelle Isole del Canale, ben noti paradisi fiscali. I denari rientravano quindi in Brasile tramite prestiti fittizi a beneficio di persone legate alla Iurd.
Secondo la tesi sostenuta dall'accusa, è con questo ingegnoso schema di malversazione che Macedo e i suoi fedelissimi si sono appropriati di una potenza mediatica del calibro di Tv Record, seconda soltanto a Tv Globo nel mercato radiotelevisivo brasiliano. In soli trentadue anni la Igreja universal si é trasformata in un «impero della fede» che conta 4.700 chiese sparse in oltre 1.500 centri e 172 Nazioni. A leggere i più recenti sondaggi i fedeli supererebbero quota otto milioni, a fronte di 9.600 pastori, e di oltre quattromila volontari.

Il simbolo della Iurd
Secondo le autorità tributarie ogni anno l'organizzazione del bispo (vescovo, ndr) riceverebbe offerte per circa un miliardo e quattrocento milioni di real tramite cui è alimentato e ingrandito un gigantesco gruppo economico che tra l'altro comprende ventiquattro canali televisivi e settantotto radiofonici, due quotidiani, due societá in paradisi fiscali, un'infinitá di veicoli e beni immobili. Oltre che imprese di svariati oggetti sociali, dalle societá assicuratrici, a quelle che costruiscono grattacieli.
Va inoltre considerato che al patrimonio formalmente intestato alla Igreja si affiancano quelli altrattanto ingenti di Macedo, che ammonterebbe a due miliardi di dollari, della sua Ester Eunice Rangel Bezerra e dei loro più stretti collaboratori. L'interrogativo che più appassiona gli osservatori delle vicende sociali brasiliane è tuttavia il seguente: come si é potuto creare, in pochi decenni e dal nulla, una multinazionale religiosa di queste dimensioni? Le celebrazioni religiose della Iurd hanno saputo esaltare ed elevare all'ennesima potenza il principio della Teologia della prosperità, secondo cui «tanto più si dona, quanto più Dio restituirà».
Ma andiamo con ordine. I templi, così sono chiamati gli edifici di culto della Universal, negli anni hanno saputo attrarre un numero crescente di ammalati e disperati a vario titolo e appartenenti a diverse categorie sociali; si é offerta loro consolazione e a volte si é stati straordinariamente capaci di liberarli dalle loro dipendenze: generalmente alcol, droga o depressione, ma spesso anche dalla spirale del crimine o più semplicemente dalla solitudine.
Il servizio offerto è tuttavia molto caro. I componenti dell'organizzazione, dall'ultimo dei pastori al bispo Macedo, sanno perfettamente che non si commette né delitto né peccato con la richiesta di contributi ai propri fedeli: si tratta di una pratica prevista sia dalla legge che dalla Bibbia, e si é sempre pronti a far notare che la prima donazione religiosa fu quella di Abramo. Il "vescovo" non ha quindi inaugurato un nuovo istituto religioso, ma ha avuto l'intuizione, per certi versi vincente, di porre il denaro al vertice assoluto di un percorso teologico di tipo protestante. La felicitá terrena, si predica nei templi della discussa chiesa evangelica, é la conseguenza di una concessione divina, e solo chi è benedetto potrà vivere una vita senza sofferenze, in salute, economicamente prospera, felice.

La sede della Igreja universal
Ma come ottenere la grazia? Vivendo con fervore la fede, e soprattutto dimostrandola col donare a Dio, per il tramite dei suoi rappresentanti, il proprio denaro e i propri beni. E poiché la Chiesa universale del regno di Dio si é autonominata sua rappresentante sulla Terra, ecco che il cerchio si chiude, e per il bispo e i suoi stretti collaboratori i lucrosi giochi sono fatti. In buona sostanza l'adepto della Universal stringe un «do ut des» con la divinitá e considera la propria offerta un investimento: più si dona più si riceverà in futuro.
Cosí, pagando alla Iurd, il fedele non solo "entra in società" con Dio, ma ne diviene creditore: «Il detto popolare "ogni promessa è debito" si applica anche a Dio. Tutto ciò che egli promette con la sua parola è un debito che ha con te», dichiara sovente Macedo. Siamo dunque agli antipodi rispetto all'offerta elaborata dalla tradizione cattolica, che rappresenta invece una opportunità per praticare la virtù della carità.
Tuttavia questa geniale rielaborazione dei precetti della Teologia della prosperità ha finito per mandare in rovina, non solo economica, una miriade di famiglie. I celebranti sono preparati per attuare il lavaggio del cervello ai credenti e sanno manipolarli non solo con la persuasione, ma anche con la minaccia affinché si convincano a donare denaro (ma anche immobili, auto e quant'altro) alla Igreja, sul presupposto che l'offerta stessa rappresenta la maggiore espressione di fede.
Durante le celebrazioni si crea infatti un clima di esaltazione, autosuggestione e fervore mistico, e i presenti sono stimolati con ogni tecnica a donare il più possibile per mostrare a Dio che si stanno sacrificando per la Igreja. Com'è naturale, la maggioranza di essi, che in generale appartiene alle classi socioeconomiche meno elevate, accetta con gioia l'originale credo, e dona con soddisfazione denari, gioelli e persino immobili: si tratta di persone pienamente convinte che, disfacendosi dei propri beni materiali, un giorno verranno in qualche modo ricompensate.
Altri, delusi essenzialmente dai mancati risultati, ricorrono con esiti alterni alle aule dei tribunali: ciò che più sorprende chi osserva il fenomeno dall'esterno è che la rabbia del seguace pentito non nasce dal raggiro di cui è stato vittima, ma dal mancato rispetto del patto stretto con la divinità. Gli officianti - il cui compito é essenzialmente quello di raccogliere denaro spremendo i devoti - sono allenatissimi ad affrontare il problema delle defezioni. E spesso declamano che se la grazia non è stata concessa, la colpa non é di Dio ma dello stesso cristiano che non ha avuto fede a sufficienza e non si é impegnato il necessario. Beninteso, finanziariamente.
Come redimersi, dunque? Aumentando ritmo e quantità delle profferte: non solo attraverso il pagamento del dízimo (la decima parte dello stipendio mensile, che viene versata a varie confessioni evangeliche, ndr), ma anche in occasione di campagne di finanziamento supplementari, come la Fogueira santa de Israel. (Il ministro di culto ha specifiche mete monetarie da raggiungere e più denaro riesce a raccogliere più aumenta il proprio prestigio nell'organizzazione. Quando invece l'obiettivo prefissato non è raggiunto va spesso incontro a comportamenti offensivi e vessator da parte dei superiori, ndr).
Sfruttando la vulnerabilità di chi cerca conforto nella religione per superare problemi oggettivi o fasi di fragilità emozionale, prospera e cresce così uno dei maggiori imperi economici brasiliani.
10.9.2009