Nel rincasare i miei occhi notano un edificio verde sulla cui facciata sono visibili alcune statue. Mi soffermo e mi accorgo che si tratta di un famoso palazzo, patrimonio storico di Porto Alegre.
entre torno a casa, i miei occhi notano un edificio verde sul quale sono visibili alcune statue. Mi soffermo e mi accorgo che si tratta di un famoso palazzo, sede della "Confeitaria Rocco", patrimonio storico di Porto Alegre.
Porto Alegre: l'edificio ove è allocata la storica "Confeitaria Rocco"
Mi sorprende di essere passato mille volte di qui senza averci mai fatto caso. Forse questa volta l'ho visto perché d'estate la città è più vuota e non devo combattere come un fantozzi contro la folla per andare dove voglio; oppure perché essendo in ferie ho la testa meno impegnata a pensare al mio lavoro di insegnante, riuscendo così a godermi quello che mi circonda.
Avevo fatto della Confeitaria Rocco una specie di leggenda metropolitana: tutti me ne parlavano giurando di averla vista, ma io che nei paraggi ci passo spesso non ne avevo mai scorto neppure l'ombra. È proprio vero che le grandi città non prettamente turistiche offrono il meglio di loro in estate, quando si svelano agli occhi di coloro che sono rimasti.
Come dicevo, sto tornando a casa dopo una visita particolare che puntualmente faccio una volta all'anno: nella chiesa del Rosario è esposta la Madonna dei Naviganti, "Nossa Senhora dos Navegantes". Il 2 febbraio, data in cui si celebra, è giorno festivo nelle città brasiliane che hanno un porto o che si affacciano ai margini di un qualsiasi specchio d'acqua.
A Salvador (Stato di Bahia) si festeggia la ricorrenza forse più famosa di tutte: d'altra parte in Brasile il binomio Bahia-festa è d'obbligo, anche se non sempre assume un significato positivo, dato che da sempre il baiano è più noto per l'attenzione che presta alle celebrazioni che per lo svolgimento di altre attività.
Comunque sia, anche a Porto Alegre è una ricorrenza, e si svolge tramite una processione che accompagna una piccola statua della madonna che campeggia su una imbarcazione traboccante di fiori di nome "Esperança". "Nossa Senhora" fa ritorno alla propria chiesa nel quartiere di Navegantes, da dove era uscita a metà gennaio per essere mostrata nel santuario della Madonna del Rosario, situato in centro città. Questa processione, durante la quale i devoti lanciano nel lago Guaíba fiori, nastrini e ghirlande, è considerata la maggiore festa religiosa del Rio Grande do Sul.
L'unico fattore negativo, per quanto mi riguarda, è che la sfilata inizia alle sette e mezzo del mattino, cosa che non combina molto con le mie abitudini in tempo di ferie. Ammetto comunque di comprendere la buonora, dato che d'estate prendersi sulla testa il forte sole dell'epoca non è molto salutare. Non capisco invece perché la maratona di Porto Alegre che si corre in maggio abbia la partenza tra le 7 e mezzo e le otto del mattino.
Ho parlato con un assiduo partecipante e mi ha spiegato che è meglio correre con il freddo che con il caldo, ma in questo emisfero maggio cade in autunno. E dato che negli ultimi due anni si è corso con freddo e pioggia, perché non posticipare di un'oretta la partenza? Anche perché, abitando in una casa dalla quale si vedono due brevissimi tratti del percorso, posso affermare che a quell'ora non c'è quasi nessuno a vederla.
Porto Alegre: la statua della Nossa Senhora dos navegantes in processione
L'anno scorso, dopo essermi bene "ingiacchettato", sono andato a seguirla dal terrazzo e mi sarebbe piaciuto gridare ai corridori chi glielo faceva fare e perché non iniziano più tardi. Ricordo che una volta, in Italia, parlavo con una ragazza proprio della mania dei corridori di allenarsi anche quando fa caldissimo, freddissimo, con la pioggia o con l'afa, dicendole che a me sembravano matti. Mi disse che suo fratello era uno di questi e io, sorridendole paciosamente, corressi il tiro dicendole: "Li ammiro moltissimo". Ecco, ammiro moltissimo anche i maratoneti di Porto Alegre.
Tornando alla processione, devo confessare di non avervi mai partecipato, ma nel 2006 è accaduto un fatto che mi ha particolarmente colpito. Ero arrivato in centro un po' in anticipo rispetto all'ora d'inizio di una lezione: passando per caso davanti alla chiesa del Rosario decisi di farvi una scappata per vedere la famosa statua.
Entrato, la vidi da lontano, sulla sinistra rispetto all'altare, mi avvicinai e iniziai a rabbrividire. Non so spiegare il motivo di quella pelle d'oca: più mi avvicinavo, più rabbrividivo. Ogni tanto questi brividi di emozione mi colgono. Come una delle prime volte che ascoltai la musica di Antonio Carlos Jobim capendo che la musica brasiliana mi avrebbe accompagnato per il resto della mia vita.
E ora questi brividi davanti alla Nossa Senhora dos Navegantes di Porto Alegre, divenuta così l'immagine sacra che più mi emoziona tra tutte quelle che ho visto fino ad oggi. Da allora, quando la statua si trova nella chiesa del Rosario per il breve periodo che precede la processione, vi faccio una capatina. E ogni volta mi emoziono.
Oggi quando sono entrato in chiesa c'era la messa. Ho percepito una strana divisione dentro al santuario. L'ufficialità della messa con tutti i dogmi della liturgia, e l'ufficiosità di quella statua circondata da devoti alcuni dei quali in lacrime. Il "dovere" della messa contrapposto al "piacere" di sostare anche per pochi istanti davanti alla maestosità di quella piccola signora avvolta in un velo bianco e azzurro, di toccare quella barca dal nome così augurale. Per ricambiare l'attenzione sembrava quasi che la Madonna volesse uscire dalla chiesa per gettarsi nelle braccia del popolo.
A questo penso mentre me ne torno a casa: riflettendo su queste cose mi accorgo che negli ultimi minuti potrei essermi inimicato i baiani, i maratoneti e gli uomini di chiesa. Per questo alzo gli occhi al cielo, quasi a chiedere perdono. E quando li riabbasso, ecco apparire la Confeitaria Rocco alla mia destra: la leggenda metropolitana è, dunque, una realtà.
8.4.2009