Al momento di difficoltà attuale si contrappongono segnali positivi con prospettive di rilancio. Nel primo bimestre 2006 il market share è risultato doppio rispetto a quello dell`anno precedente.
l cinema brasiliano vive un momento di difficoltà, sia in termini di contrazione del market share per il cinema nazionale (vale a dire la percentuale di pubblico nazionale per i film brasiliani sugli ingressi totali), sia per la situazione di stallo della legislazione del cinema e del settore audiovisivo in generale. Ma anche per problemi strutturali, soprattutto a livello di distribuzione ed esibizione, e per la fase di transizione che si è aperta dopo il 2003 che vede diversi livelli qualitativi nella pur significativa quantità di film conclusi, in costante aumento negli ultimi due anni. Tuttavia, dall’esame della politica del governo federale, della dinamicità di molte nuove imprese di distribuzione, dell’apertura di iniziative per la presenza sul mercato internazionale e del panorama di nuovi autori così come della rinnovata vitalità di registi noti e persino veterani, emerge un quadro promettente con prospettive di rilancio e di crescita sia industriale, sia di un cinema d’autore vario (assolutamente d’avanguardia nell’ambito del continente americano per quanto riguarda i documentari), con contenuti originali e stilisticamente innovativo.
Una scena di `Se eu fosse você` di Daniel Filho, film campione di incassi nel primo semestre 2006
Innanzitutto è opportuno delineare la politica del governo federale per il settore. Scorrendo le dichiarazioni di assunzione di impegni enunciate alla fine del 2005 da parte di Orlando Senna, secretário do Audiovisual, dipendente dal ministério da Cultura retto da Gilberto Gil, si desume quanto segue. Il ministero si è impegnato a confermare, nel 2006, il budget di investimenti per il settore delle attività audiovisive nella stessa misura dei precedenti stanziati annualmente dal 2003 ad oggi, vale a dire circa 125 milioni di real. Per quanto riguarda l’espansione del settore, la secretaria ha promesso azioni di appoggio istituzionale sia alle attività di formazione, sia alle cineteche e per la preservazione delle pellicole, sia ai festivals, sia ai pontos de cultura.
Ha poi enfatizzato: la prosecuzione delle attività del “Fundos de investimento na indústria cinematográfica (Funcines)”, creato nel 2003; la prossima apertura di una nuova linea di finanziamento alla produzione di film Ao (Alto orçamento) di carattere commerciale; la futura creazione da parte di Ancine del “Prêmio adicional de renda” meccanismo automatico di reinvestimento che premia i produttori; l’accordo finanziario con il Bndes per la costruzione di mille nuove sale cinematografiche; la prossima realizzazione da parte di Ctav e Cinemateca Brasileira del “Circúito de Salas Culturais”; l’implementazione delle attività di appoggio alla realizzazione di documentari per la televisione a livello statale periferico, vale a dire i nuovi progetti di DocTv. Inoltre ha rivendicato nuove iniziative: il progetto “Olhar Brasil”, cioè l’installazione di nuclei di produzione digitale in 11 luoghi del Paese; i concorsi pubblici per la produzione di film e video di tutti i generi; i programmi televisivi DocTv Brasil, Curta criança, Curta animação e altre misure per l’integrazione del cinema indipendente con la televisione pubblica e non.
Per quanto riguarda la politica di relazioni internazionali e di commercializzazione del cinema brasiliano all’estero il governo federale si è mosso finora secondo le seguente direttrici. La prima è la creazione, nell’ambito del Mercosul, di un soggetto di scambio permanente denominato “Riunione specialistica delle autorità cinematografica e audiovisive del Mercosul (Recam)”, con un budget annuale e l’obbiettivo di un mercato comune dei prodotti audiovisivi e quindi della libera circolazione delle copie dei film all’interno della regione, senza tasse né barriere doganali. L’iniziativa, già promossa nel 2004, sta muovendo i primi passi solo negli ultimi mesi e l’aspetto più attivo sembra essere il trattato di codistribuzione tra Brasile e Argentina, firmato nel 2003, che recentemente ha portato l’esibizione di film argentini da parte di Canal Brasil.
La seconda è la creazione della “Conferenza delle autorità cinematografiche ed audiovisive iberoamericane (Caaci)” che raggruppa 8 Paesi latinoamericani, Spagna e Portogallo a da cui dipende il Programma Ibermedia che ha finanziato, nel 2005, 50 coproduzioni cinematografiche. Inoltre è stato inaugurato il progetto DocTv Iberoamericana la cui prima edizione si è svolta a Brasília nel gennaio scorso. La terza riguarda le relazioni al di fuori del continente sudamericano. In Europa il governo di Lula ha firmato accordi di cooperazione audiovisiva con la Germania, nel febbraio 2005 e con la Francia nel luglio 2005. Un altro trattato di cooperazione è stato siglato con il Canada nel marzo 2005. Inoltre, nell’ambito degli accordi economici stabiliti dal ministero degli Esteri con Russia, India, Cina e Sud Africa (il cosiddetto Brica, cui si dovrebbe presto aggiungere l’Australia), è stato incluso anche lo scambio di mercato di prodotti audiovisivi. Infine, la quarta,che riguarda il programma “Cinema do Brasil”, su cui torneremo, iniziativa di un gruppo di imprese di produzione e di distribuzione indipendente sotto la leadership del “Sindacato da indústria cinematográfica do estado de São Paulo (Sicesp)” per la ricerca di partnership produttive internazionali e la commercializzazione del cinema brasiliano all’estero, appoggiata da “Apex Brasil -Trade and investment promotion agency”, organismo dipendente dal governo federale stesso.
Tuttavia la vera questione cruciale è la forte stasi e ripercussione negativa derivante dall’incapacità del governo di prospettare una nuova legislazione che regoli il settore audiovisivo. Occorre ricordare che la Lei do audiovisual (Lei n. 8685/93 del 20/7/1993), che stabilisce un sistema di incentivi fiscali alla produzione e alla distribuzione e che ha avuto parte notevole nel fenomeno della Retomada del cinema brasiliano, era stata prevista con una scadenza decennale. Dal suo insediamento nel 2003 il governo di Inácio Lula ha concepito una proposta legislativa globale in cui, nella sua forma definitiva presentata nel 2004, veniva prospettata la trasformazione della “Agência nacional de cinema (Ancine)”, creata con una misura provvisoria nel 2001 e dipendente dal ministero dell’Industria e Commercio estero (il cui compito istituzionale è quello di studiare il mercato e suggerire misure per la sua regolazione) in “Agência Nacional de Cinema e Audiovisual (Ancinav)”.
Una scena di ‘Antônia’, di Tata Amaral, film di prossima uscita in Brasile
In sostanza si tentava di affidare alla nuova Agência, che sarebbe passata a dipendere direttamente dal ministério da Cultura, la regolamentazione e le politiche di supporto e sviluppo dell’intero settore audiovisivo (cinema, televisione e altri media) e quindi il controllo delle relazioni tra autori, produttori e televisione. Tale proposta, ritenuta da molti confusa, vessatoria e dirigistica, ha scontentato la maggioranza degli operatori del settore e, già nel secondo semestre del 2005, il presidente Lula l’ha ritirata ancora prima che giungesse all’esame parlamentare. Anche la proposta successiva di lei geral da comunicação eletrônica è tuttora allo studio di un gruppo di lavoro ministeriale senza chiare prospettive di definizione. Sta di fatto che la proroga concessa alla legislazione di incentivi alla produzione cinematografica scadrà alla fine del 2006 e non è chiaro se il governo federale opterà per una politica di investimenti diretti come in Argentina o per altre soluzioni.
Inoltre, dall’esame delle risoluzioni conclusive del “VI Congresso brasileiro do cinema (Cbc)” svoltosi a Recife dal 7 all’11 dicembre 2005 e che ha riunito 53 enti ed associazioni dei più differenti ambiti del settore del Paese, emerge un marcato atteggiamento critico nei confronti del governo federale. Il congresso ha richiesto: misure di difesa della produzione indipendente e per la diffusione ed esibizione dei cortometraggi nel circuito commerciale; il mantenimento di incentivi fiscali per la produzione di opere cinematografiche previsti nella Lei Rouanet (Lei n. 8313/91 del 23/12/1991); misure di stimolo alla esibizione di film brasiliani di produzione indipendente; misure concrete di incentivo alla creazione di sale nelle regioni carenti e nei piccoli centri e per la creazioni di circuiti di esibizione itineranti ed alternativi.
Ha poi lamentato varie carenze tra cui: la presenza di norme statali e non che impediscono la utilizzazione cumulativa ed indipendente della totalità delle percentuali stabilite dalle Leis 8313/91 e 8685/93; l’assenza di strutture di appoggio ai produttori che ricercano fondi all’estero; l’assenza di garanzie per l’esibizione di opere audiovisive nazionali di vario genere, di produzione indipendente, da parte di televisioni pubbliche o private, aperte o a pagamento; l’assenza di concrete misure di stimolo all’esibizione di film nazionali di produzione indipendente attraverso accordi con distributori e proprietari di sale. Infine ha votato mozioni a favore della regionalizzazione della programmazione televisiva e per lo sviluppo della produzione indipendente anche attraverso misure di legge di regolamentazione dell’articolo 221 della Costituzione federale. Ha anche votato una mozione di protesta per la non convocazione, da oltre un anno, del “Conselho superior de cinema”, creato nel 2001, che ha responsabilità nella formulazione di una politica nazionale per il cinema e dovrebbe essere informato dal Secretário do audiovisual.
Secondo vari qualificati operatori del settore, il cinema brasiliano soffre a causa delle carenze della politica pubblica, ma anche per altri importanti problemi strutturali che condizionano la produzione e il mercato. Assunção Hernandez, produttore ed ex presidente del Cbc, denuncia che la spesa del ministério da Cultura, oltre ad essere minima, è contingentata al 50 per cento. Paulo Sérgio Almeida, direttore di Filme B, il più serio centro brasiliano di studi statistici sul cinema nazionale, lamenta l’esistenza di problemi strutturali e di mancata programmazione che spiegherebbero i segni di crisi del mercato e della audience di pubblico, emersi nel 2005, che affronteremo in seguito più in dettaglio: «non esistono meccanismi di produzione permanente né politiche istituzionali organizzate a favore del mercato, solo l’8 per cento della popolazione va abitualmente al cinema, meno del 90 per cento delle città hanno sale cinematografiche, il costo dei biglietti aumenta continuamente». Inoltre, secondo i dati diffusi da Ancine sul volume di investimenti, i proventi derivanti dalle varie leggi di incentivo fiscale (Lei do audiovisual e Lei Rouanet) e dei fondi di finanziamento (tassa Condecine e Funcines) che, nel 2004, ammontarono a 147 milioni di real, si sono ridotti nel 2005 a circa 130 milioni di real.
I dati della produzione e del mercato, secondo le fonti Ancine e Filme B, denotano una contrazione nel 2005 rispetto al 2004, ma le tendenze emerse nei primi mesi del 2006 segnalano un certo recupero. Nel 2005, un anno in cui mondialmente si è assistito ad una caduta nella vendita di biglietti per assistere a film nelle sale cinematografiche, anche in Brasile sono stati venduti 89,7 milioni di biglietti (di cui 10,7 milioni per film nazionali) con una riduzione del 22 per cento rispetto al 2004. Il fatturato totale è stato di 644 milioni di real con un decremento del 16 per cento rispetto all’anno precedente. Sono stati prodotti 46 film nazionali, 4 in meno rispetto al 2004, ma ne sono stati distribuiti e lanciati commercialmente solo 40 (di cui 10 documentari), 11 in meno rispetto all’anno precedente. Il market share di pubblico per il cinema nazionale è stato del 12 per cento, mentre nel 2004 fu del 14 (nel 2003 si attestò alla percentuale record del 21).
Una scena di ‘Coisa mais linda’, film sulla bossa nova di Paulo Thiago prossimamente sugli schermi
Inoltre occorre sottolineare che circa il 50 per cento dei biglietti sono stati venduti per un unico film: ‘Dois fillhos de Francisco’, di Breno Silveira, che racconta la storia della famosa coppia di fratelli, musici e cantanti del folklore sertanejo, Zezé de Camargo e Luciano, dall’infanzia al successo. Questo film, che ha totalizzato 5,3 milioni di spettatori, si è rivelato il nuovo blockbuster tra i film brasiliani, record di pubblico degli ultimi vent’anni. Solo un altro film ha superato la soglia di un milione di spettatori: ‘Xuxa, o tesouro da cidade perdida’, di Moacyr Góes, dedicato a un pubblico infantile. Occorre peraltro considerare che in Brasile esiste un forte gap tra film prodotti e terminati e film realmente distribuiti commercialmente. Ad esempio risulta che, nella stagione 2005-2006, fino ad oggi, su 365 lungometraggi in fase di produzione (in preparazione, in pre-produzione, in rodaggio, in fase di post-produzione e terminati), solo 45 hanno già raggiunto accordi con imprese di distribuzione. In effetti la media annuale di uscita nelle sale di film nazionali, dal 2001 ad oggi, è stata solo di 30-40 all’anno.
Nel 2005 le aziende leader nella distribuzione di film nazionali sono stati le seguenti (tutte filiali di imprese yankee): Columbia con il 59,1 per cento di pubblico sul totale dei film distribuiti; Fox con il 13; Warner con l’11,1. Per quanto riguarda l’esibizione di film e la possibilità di fruizione da parte del pubblico, i dati indicano la presenza attuale nel Paese di 2081 schermi. Dal 1999 al 2005 i multiplex sono aumentati da 50 a 138 (un incremento del 176 per cento) e quelli con 5 schermi sono risultati la soluzione più diffusa, con una espansione del 363 per cento. Tuttavia occorre sottolineare il basso numero di schermi per abitante: in Brasile la media è di uno schermo ogni 100mila abitanti, mentre ad esempio in Messico il rapporto è di 1/35mila. Anche la media di accesso alle sale cinematografiche risulta bassa in rapporto alla popolazione totale: 0,5 in Brasile contro 0,9 in Argentina ed 1,6 in Messico. Peraltro nel 2005 è da registrarsi che vi è stato un aumento del 7 per cento nel costo medio del biglietto. In controtendenza si segnala l’espansione del mercato per i dvd: secondo la “União brasileira de video (Ubv)”, dal 1998, quando iniziò la commercializzazione di questo prodotto in Brasile, il numero di dvd affittati e venduti è cresciuto da 105mila ai 16 milioni attuali.
Le prospettive per il 2006 sembrano indicare segni di miglioramento in termini di mercato e pubblico per il cinema nazionale. Nei primi due mesi di quest’anno (periodo estivo di punta), i film nazionali sono stati scelti da 4,4 milioni spettatori, con un market share del 32 per cento pari al doppio in rapporto allo stesso periodo dello scorso anno. Campione di incassi è risultata la commedia ‘Se eu fosse você’, diretta da Daniel Filho, prodotta da Total entertainment e coprodotta da Globo Filmes, Lereby e Twentieth Century Fox. Il film ha totalizzato finora 3,6 milioni di spettatori. Inoltre, secondo una recente ricerca pubblicata dalla “Revista de Cinema”, la produzione dimostra un buon andamento: 8 film sono in rodaggio; 65 sono in post-produzione o in fase di edizione e 75 sono pronti per la distribuzione, per un totale di 171; 60 film sono già programmati per la distribuzione commerciale nel corso dell’anno.
Come già ricordato, un fatto molto rilevante, dopo la rottura del sodalizio tra “Grupo novo de cinema e tv” (l’impresa di distribuzione cinematografica con sede a Rio) e governo federale, fino al 2005 partner nel programma denominato “Brazilian Cinema Promotion”, è stato il varo del programma “Cinema do Brasil”. Quest’ultimo ha consentito a varie imprese indipendenti una significativa presenza nei fondamentali mercati cinematografici dei recenti Festivals internazionali di Berlino e di Cannes. Il nuovo sodalizio comprende circa 30 case di produzione e di distribuzione brasiliane indipendenti tra cui: Conspiração Filmes (dei registi Andrucha Waddington, Cláudio Torres, José Henrique Fonseca e altri); Cineluz (della regista Sandra Werneck e altri); Vitória Produções Cinematográficas (del regista Paulo Thiago), di Rio; 02 Filmes (dei registi Fernando Meirelles, Paulo Morelli e altri), Olhar Imaginário (del regista Toni Venturi), Gullane Filmes, Dezenove Son e Imagens (del regista Carlos Reichenbach e altri), A.F. Cinema e Video (del regista Alain Fresnot e altri), Cinematográfica SuperFilmes (dei produttori Zita Carvalhosa e Patrick Leblanc), Coração da Selva (dei registi Tata Amaral e Roberto Moreira e altri), di São Paulo; Casa de Cinema de Porto Alegro (del regista Jorge Furtado e altri), di Porto Alegre.
Concludiamo questa fotografia della situazione del cinema brasiliano attuale con un excursus relativo ai più significativi titoli della stagione 2005-2006, alla presenza di film brasiliani nei principali festival e alle novità cinematografiche attualmente sugli schermi e programmate per il secondo semestre dell’anno in Brasile. I festival brasiliani dello scorso autunno hanno premiato film d’autore, alcuni dei quali già compresi nelle sezioni dei festival di Berlino e di Cannes della primavera 2005. Il Festival internazionale di Rio ha premiato: ‘Cidade Baixa’ di Sérgio Machado; ‘Cinema, Aspirinas e Urubus’ di Marcelo Gomes; ‘Crime delicado’, di Beto Brant (presentato quest’anno in Europa ai festival di Rotterdam e Toulouse); ‘500 Almas’, di Joël Pizzini; ‘Do luto a luta’, di Evaldo Mocarzel; ‘A máquina’, di João Falcão. Il Festival internazionale di São Paulo ha premiato lo stesso film di Marcelo Gomes, il documentario ‘Pro dia nascer feliz’, di João Jardim e ‘Quarta B’, opera prima low budget di Marcelo Galvão, gustosa commedia un po’ surreale, ritratto delle contraddizioni delle classi urbane a São Paulo. Il Festival do cinema brasileiro di Brasília ha premiato: ‘E me lembro’, opera prima di Edgard Navarro, opera poetica di ispirazione autobiografica ed esistenziale che mescola finzione e realtà documentaristica; ‘A margem do concreto’, di Evaldo Mocarzel; ‘O veneno da madrugada’, del veterano Ruy Guerra (presentato in Europa al Festival di San Sebastian nel settembre 2005); ‘Incuráveis’, opera prima di Gustavo Acioli, dramma notturno carioca di raffinata fattura estetica, con referenze di Héctor Babenco e Wong Kar-wai. Il Festival di Berlino del febbraio scorso ha incluso nelle proprie sezioni: ‘Casa de Areia’, di Andrucha Waddington e due interessanti documentari che illustrano e importanti emergenze sociali, ‘Meninas’, di Sandra Werneck e ‘Atos dos homens’, di Kiko Goifman. Al contrario il Festival di Cannes del maggio scorso non ha incluso nelle proprie sezioni alcun lungometraggio brasiliano, ma, nell’ambito del suo mercato, sono stati presentati i citati film di Falcão e di Daniel Filho e, tra gli altri, alcuni convincenti film d’autore come ‘Cafuné’, opera prima di Bruno Vianna, ‘Cabra çega’, dramma politico di Toni Venturi e il documentario ‘Coisa mais linda’, di Paulo Thiago, dedicato alla bossa nova, con la partecipazione di Carlos Lyra, Roberto Menescal, Nelson Motta, Miele, João Donato, Alaide Costa, Johnny Alf, Lenny Andrade, Joyce e altri. Infine il Festival CinePernambuco di Recife dello scorso aprile ha premiato ‘Arido movie’, di Lírio Ferreira, già presentato al Festival di Venezia 2005. Vogliamo inoltre segnalare, tra i molti film lanciati commercialmente in Brasile alla fine del 2005, tre documentari molto significativi: ‘O principio e o fim’, che segna il ritorno a filmare nel Nordeste da parte del maestro del genere Eduardo Coutinho; ‘Vinicius’, di Miguel Faria Jr., eccellente ritratto di Vinicius de Moraes; ‘Vocação do poder’, di Eduardo Escorel e José Joffily, straordinario ritratto politico, sociologico e psicologico della democrazia e della competizione elettorale a Rio.
Per quanto riguarda i lungometraggi attualmente presenti nelle sale brasiliane diamo notizia di alcuni tra i titoli più significativi, con l’annotazione delle statistiche della biglietteria aggiornate al 30/06/2006: ‘Irma Vap’, di Carla Camurati (246mila spettatori); ‘Cidade Baixa’, di Sérgio Machado (150mila spettatori); ‘Cinema, Aspirinas e Urubus’, di Marcelo Gomes (120mila spettatori); ‘A máquina’ di João Falcão (55mila spettatori); ‘Depois daquele baile’, di Roberto Bontempo (27mila spettatori); ‘Crime delicado’, di Beto Brant (20mila spettatori).
Infine segnaliamo i nuovi film programmati per l’uscita commerciale in Brasile nel prossimo semestre. Globo Filmes, dopo aver contribuito al lancio dei citati film di João Falcão e di Carla Camurati, ha annunciato la prossima distribuzione di: ‘O maior amor do mundo’, dramma esistenziale ricco di creatività visionaria del veterano Cacá Diegues; ‘Hoje è dia de Maria’, di Luiz Fernando Carvalho; ‘Zuzu angel’, di Sérgio Rezende; ‘Anjos do sol’, di Rudi Lagemann; ‘Casseta e Planeta 2’, di José Lavigne; ‘Muito gelo e dois dedos d’água’ di Daniel Filho; ‘Cidade dos homens’, atteso film di Paulo Morelli ambientato in epoca contemporanea e basato sull’omonimo serial televisivo che ha avuto una audience media di 22 milioni di spettatori per episodio. Inoltre è annunciato un interessante ritorno di registi veterani, cinemanovisti e non, con nuovi film quali: ‘Brasília 18%’, thriller sulla corruzione politica nel Brasile contemporaneo, di Nelson Pereira dos Santos, già presentato in anteprima, lo scorso aprile, al Festival di Tribeca, a New York, diretto da Robert De Niro; ‘Cleopatra’, di Julio Bressane, noto esponente del Cinema Marginal; ‘Os desafinados’, di Walter Lima Jr.; il citato ‘O veneno da madrugada’, di Ruy Guerra. Da ultimo alcune significative novità che verranno da autori noti per la loro originalità o recentemente affermatisi: ‘Antônia’, di Tata Amaral; ‘Rifa-Me’, di Karin Aïnouz; ‘Intervalo clandestino’, di Erik Rocha.